lunedì 23 luglio 2007

Da Pirati dei Caraibi a Martin Scorsese: gli Stones e il cinema

I Rolling Stones e il cinema

Se ne era parlato a lungo, e alla fine non poteva che andare così. Perché forse era scritto nei cieli stellati che il grande Keith Richards - il padre di tutti i pirati, l'autentico filibustiere del rock - prima o poi
avrebbe lasciato il proprio segno sulla fortunata serie dedicata ai Pirati dei Caraibi. Questione di affinità elettiva, quella con l'attore Johnny Depp, se non addirittura di pura idolatria: «Il collegamento che ho fatto quando ho iniziato a pensare a Capitan Jack» ha raccontato di recente Johnny il bello «partiva proprio dal concetto che i pirati fossero le rockstar della loro epoca. Il mito e la leggenda che li circondava d'altronde, proprio come avviene oggi con le rockstar, arrivavano mesi prima dei loro stessi attracchi». Già durante le riprese del secondo capitolo della saga, La maledizione del forziere fantasma, Johnny Depp aveva chiamato accanto a sé il chitarrista dei Rolling Stones, che però allora si limitò semplicemente a presenziare sul set del film di Gore Verbinski. Oggi, finalmente, la parte vera e propria, quella del Capitano Teague, il bizzarro papà di Jack Sparrow. Ed è struggente sentire Johnny-Jack, in un passaggio del testimone sospeso tra realtà e finzione, porgli con riverenza la domanda della vita: «Hai visto tutto, hai fatto tutto e sei vivo. Qual è il trucco per sopravvivere

Dal canto suo Mick Jagger non si fa mancar nulla. Dopo essere apparso in ben 37 pellicole (anche se solo 4 in un ruolo di fiction), ha dato vita ad una casa di produzione denominata Jagged Films che, dopo l'incoraggiante Enigma (un thriller sull'hackeraggio ante-litteram ai tempi della seconda guerra mondiale, diretto da Michael Apted ed interpretato da Dougray Scott e Kate Winslet) si appresta al lancio di altri due lungometraggi: Map Of Love, basato sulla tempestuosa storia d'amore tra il poeta scozzese Dylan Thomas e sua moglie Caitlin, e The Long Play, spaccato sull'America del rock'n'roll raccontato attraverso un pugno d'amici cresciuti assieme nel music business tra gli anni '60 e gli anni '90. Di quest'ultima pellicola, al momento, si conosce solo il nome del regista. Indovinate un po'?
Indovinato, proprio quel Martin Scorsese che ha posato il suo sguardo visionario su Shine a Light, documentario sul concerto tenuto dalla band lo scorso autunno presso il Beacon Theater di New York, in prima visione a partire dal prossimo 21 Settembre.
Can't Wait Too Long...

Per altre suggestioni su Stones e film, vi rimando a questo topic sul forum del fanclub italiano.