lunedì 13 agosto 2007

Shine a Light, uscita posticipata al 2008

Slitta ad aprile l'annunciata liason artistica tra Stones e Scorsese.

Peccato. Ci stavamo già facendo la bocca (anche se, tenuto conto dei protagonisti in oggetto, sarebbe forse meglio parlare di boccaccia...). Eppure, ragioni di ordine promozionale hanno infine consigliato lo slittamento della prima di Shine a Light alla prossima primavera.
E dire che il regista italo-americano,
in concomitanza con la data dello stadio Olimpico, era persino venuto a Roma per presentare in prima persona al gruppo inglese l'esito del montaggio finale.

Con la certezza che questo blog continuerà a tenervi aggiornati sugli sviluppi relativi alla pellicola, accontentiamoci per ora del quadruplo Dvd del Bigger Bang Tour 2006, appena uscito, e soprattutto, del succoso Very Best of Mick Jagger atteso per il 1° ottobre.
Non solo brani editi dai suoi tre album solisti, ma anche alcune novità assolute
che si annunciano come particolarmente sfiziose: un pezzo del 1973 (Too Many Cooks) prodotto nientemeno che da John Lennon, una cover del bluesman Sonny Boy Williamson (Checking Up On My Baby) registrata con la bluesband losangelina dei Red Devils, e Charmed Life, un outtake delle session di Wandering Spirit del '93.

Nell'attesa che La luce torni a brillare...

lunedì 30 luglio 2007

Foto ufficiali di Shine a Light pt.2

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Il 21 settembre 2007, il regista premio Oscar Martin Scorsese e il più grande gruppo rock del mondo si uniranno per portare al pubblico il più straordinario film musicale dell'anno, Shine a Light.

Per catturare l'energia live di una band leggendaria, Scorsese ha riunito una troupe di cineasti a 24 carati. Guidati dal premio Oscar Robert Richardson (The Aviator, JFK), hanno dato il proprio prezioso contributo una serie di assi pluripremiati della fotografia: John Toll (L'ultimo Samurai, Braveheart), Andrew Lesnie (la trilogia de Il signore degli anelli, King Kong), Stuart Dryburgh (Lezioni di piano, Il velo dipinto), Robert Elswith (Magnolia, Il mistero di Sleepy Hollow) e Ellen Kuras (Summer of Sam, Se mi lasci ti cancello). Il montaggio finale è stato curato da David Tedeschi, lo stesso che da poco ha ultimato con Scorsese il documentario su Bob Dylan No Direction Home: Bob Dylan.
Inutile dire che la qualità delle immagini è superlativa...
Ecco un'altra carrellata di foto esclusive dal footage del film.

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Mick duetta nientemeno che con Jack White dei
White Stripes sulle note di "Loving Cup"


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Keith in posa plastica infiamma la scena


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Ancora una foto col bluesman Buddy Guy


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i "ragazzi" si cimentano in un toccante break acustico

TBC...

sabato 28 luglio 2007

Gli Stones e gli altri: Incontri nel pantheon rock pt.2

Nero a metà

La notte di quel 22 Aprile 1978, in una Kingston arroventata dal sole e dalla tensione politica, c'era anche un curioso Mick Jagger ad assistere tra il pubblico al leggendario One Love Peace Concert; dimostrazione sublime e altissima di come la musica e la sua taumaturgica vibrazione, a volte, riescono davvero a conciliare l'impossibile (la Giamaica era allora sull'orlo di una guerra civile). Per Mick fu amore a prima vista. Attraverso la loro nuova etichetta discografica, Mick mette sotto contratto Peter Tosh, ne pubblica tre album fondamentali (Bush Doctor, Mystic Man, Wanted Dread Or Alive) e, soprattutto, si diverte a duettare con lui in Don't Look Back, vecchio hit dei Temptations targato 1965.

Mick Jagger e Peter Tosh cantano "Don't Look Back"

La storia degli incontri più o meno celebrati tra gli Stones e le grandi star della musica nera annovera anche una fantastica live jam con Stevie Wonder, ben documentata dal film Cocksucker Blues, dove i nostri si lanciano in una vibrante performance di Uptight e Satisfaction. Immagini diverse dello stesso medley (scarti pregiati di pellicola?) ci giungono fortunatamente anche attraverso youtube, con tanto di inutile coda dove i nostri eseguono e ascoltano (senza Stevie) anche Happy. Cosa dire... è un po' la chiusura del cerchio: Satisfaction nasce come esplicito omaggio al suono Motown, e qui i ragazzi la rieseguono proprio assieme ad una delle leggende viventi dell'etichetta di Detroit. Un sogno che si avvera...

I Rolling Stones con Stevie Wonder!

Ultimo ma non ultimo, il misconosciuto incontro con il re della chitarra elettrica, sua maestà Jimi Hendrix. Durante il tour americano di fine '69 (poi sintetizzato e pubblicato nell'album Get Yer Yaya's Out), gli Stones - grazie allo stretto legame d'amicizia esistente tra Hendrix e Brian Jones - si ritrovano nel backstage a chiacchierare e suonare proprio col mitico chitarrista di Seattle, nonché con la sua fidanzata d'allora, Monica. Le immagini qui riportate sono vera manna dal cielo per gli appassionati rock, tanto più che a far da colonna sonora, c'è uno straordinario brano inciso nel 1968 (My Little One), che vede assieme Brian Jones, Jimi Hendrix, Mitch Mitchell e Dave Mason dei Traffic. Buona visione!

I Rolling Stones e Jimi Hendrix nel backstage

giovedì 26 luglio 2007

Auguri Mick!

We Love You

Michael Philip Jagger, l'eterno ragazzo di Dartford, oggi compie gli anni. Ma per il rispetto che si deve ad una vecchia signora, eviteremo di dire quanti... ;-))

Grazie ad un prezioso thread pubblicato dal sito www.rollingstonesitalia.com, abbiamo pensato bene di postare alcune foto rare di Mick.
Inutile dire che sono splendide: una carrellata lungo 40 anni di storia che ritrae una delle figure più carismatiche e sensuali mai emerse dall'universo del rock 'n' roll.

Foto ufficiali di Shine a Light

Ecco finalmente le prime 5 foto ufficiali del concerto al Beacon Theatre di New York, ripreso dalla troupe di Martin Scorsese!
E ne arriveranno altre a breve...
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Mick Jagger duetta con Christina Aguilera durante il pezzo "Live with me"

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Keith Richards guarda sornione Mick Jagger.

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Gli Stones salutano il pubblico.

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Keith Richards in posa con la sua chitarra durante il solo.

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Keith Richards fa una sfida all'ultimo riff con Buddy Guy sul pezzo "Champagne&Refeer".

martedì 24 luglio 2007

Gli Stones e gli altri: Incontri nel pantheon rock pt.1

Beatles-Rolling Stones, quanta rivalità / Beatles-Rolling Stones, quanta felicità...

Parafrasando una canzone di Elio & le storie tese, che già di suo, qualche anno fa, sbeffeggiava la leggendaria e anacronistica rivalità tra le due rock band più amate della storia, abbiamo deciso d'intraprendere un viaggio a ritroso nel rapporto tra le pietre e gli altri numi tutelari del pantheon rock. Un viaggio ad occhi chiusi e senza fiato che, ovviamente, non poteva che cominciare da lì, la famigerata relazione coi Beatles.
Già nel post relativo alle droghe,
ci eravamo adoperati affinché il presunto conflitto (che esisteva più nell'iperrealtà dei tabloid che non nella vita reale) fosse quantomeno ridimensionato. Oggi facciamo di più, postando un video in cui le due versioni di I Wanna Be Your Man si susseguono (decidete voi se è meglio quella pulitina cantata da Ringo o quella grezza e selvaggia dei Rolling), e dove gli stessi Fab Four - dopo aver sottolineato la vicinanza tra le due band - raccontano la genesi del dono: con Lennon e McCartney che, inseguiti dagli esordienti Stones per una canzone, ultimano la stesura davanti ai loro occhi attoniti e gliela consegnano seduta stante.

Omaggio ai pionieri del rock&blues afroamericano
Tra le icone assolute che hanno segnato la primissima discografia degli Stones, c'erano ovviamente le grandi leggende del suono nero. Tra tutti però, due figure hanno fatto il pieno in termini di canzoni riprese e insegnamenti dell'anima: Chuck Berry e Muddy Waters.
Con il primo che, sia detto per amor di verità, nel documentario Hail! Hail! Rock 'n' Roll lascia intendere che preferisce le cover dei Beatles, ma che in questa versione live di Little Sixteen, incisa a St Louis
assieme a Keith Richards in occasione del suo 60° compleanno, sembra trovare un partner perfetto.


E poi il grande
McKinley Morganfield aka Muddy Waters, il padre del Chicago Blues, fonte d'ispirazione primaria e inarrivabile per Keith e soci che, un giorno, ebbe persino l'ardore di rendergli l'omaggio, attraverso una stellare versione di Let's Spend The Night Together (da Electric Mud, 1968). Qui li troviamo tutti assieme alle prese con una sudatissima versione del suo classico senza tempo, Hoochie Coochie Man, dal vivo, 1981, nell'adottiva Chicago.

«Voglio fare come Muddy Waters, suonare fino al giorno della morte». Keith Richards

lunedì 23 luglio 2007

Da Pirati dei Caraibi a Martin Scorsese: gli Stones e il cinema

I Rolling Stones e il cinema

Se ne era parlato a lungo, e alla fine non poteva che andare così. Perché forse era scritto nei cieli stellati che il grande Keith Richards - il padre di tutti i pirati, l'autentico filibustiere del rock - prima o poi
avrebbe lasciato il proprio segno sulla fortunata serie dedicata ai Pirati dei Caraibi. Questione di affinità elettiva, quella con l'attore Johnny Depp, se non addirittura di pura idolatria: «Il collegamento che ho fatto quando ho iniziato a pensare a Capitan Jack» ha raccontato di recente Johnny il bello «partiva proprio dal concetto che i pirati fossero le rockstar della loro epoca. Il mito e la leggenda che li circondava d'altronde, proprio come avviene oggi con le rockstar, arrivavano mesi prima dei loro stessi attracchi». Già durante le riprese del secondo capitolo della saga, La maledizione del forziere fantasma, Johnny Depp aveva chiamato accanto a sé il chitarrista dei Rolling Stones, che però allora si limitò semplicemente a presenziare sul set del film di Gore Verbinski. Oggi, finalmente, la parte vera e propria, quella del Capitano Teague, il bizzarro papà di Jack Sparrow. Ed è struggente sentire Johnny-Jack, in un passaggio del testimone sospeso tra realtà e finzione, porgli con riverenza la domanda della vita: «Hai visto tutto, hai fatto tutto e sei vivo. Qual è il trucco per sopravvivere

Dal canto suo Mick Jagger non si fa mancar nulla. Dopo essere apparso in ben 37 pellicole (anche se solo 4 in un ruolo di fiction), ha dato vita ad una casa di produzione denominata Jagged Films che, dopo l'incoraggiante Enigma (un thriller sull'hackeraggio ante-litteram ai tempi della seconda guerra mondiale, diretto da Michael Apted ed interpretato da Dougray Scott e Kate Winslet) si appresta al lancio di altri due lungometraggi: Map Of Love, basato sulla tempestuosa storia d'amore tra il poeta scozzese Dylan Thomas e sua moglie Caitlin, e The Long Play, spaccato sull'America del rock'n'roll raccontato attraverso un pugno d'amici cresciuti assieme nel music business tra gli anni '60 e gli anni '90. Di quest'ultima pellicola, al momento, si conosce solo il nome del regista. Indovinate un po'?
Indovinato, proprio quel Martin Scorsese che ha posato il suo sguardo visionario su Shine a Light, documentario sul concerto tenuto dalla band lo scorso autunno presso il Beacon Theater di New York, in prima visione a partire dal prossimo 21 Settembre.
Can't Wait Too Long...

Per altre suggestioni su Stones e film, vi rimando a questo topic sul forum del fanclub italiano.

venerdì 20 luglio 2007

Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.3

>leggi anche Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.2

La più grande rock'n'roll band del mondo.
Mettiamola così. Nei Rolling Stones hanno sempre convissuto cinismo e spontaneità, genuino primitivismo rock e modernissima consapevolezza di marketing.

E' come dici tu, caro "anonimo" commentatore: è il mito dello show-biz che si autoalimenta; ma bisogna pur sempre avere gli strumenti adeguati per farlo.
E qui vengo invece al primo commento: chiaro che i nostri non siano solo genio e sregolatezza, chiaro che dietro le orge e l'abuso di droghe pesanti raccontati nella pellicola semi-clandestina Cocksucker Blues di Robert Franck, ci fosse una band coi controca**i.

Ma senza quel corto circuito sospeso a metà tra arte e finzione, senza quell'inestricabile trinità capace al contempo d'esprimere forza creatrice e ludica distruzione, forse, non si sarebbero neanche dispiegati capolavori senza tempo come Aftermath, Beggars Banquet, e Exile On Main St.

Perché la qualifica di world's greatest rock'n'roll band in effetti se la sono guadagnata sul campo. Vengono alla mente le parole di Pete Townshend degli Who quando, interrogato sul rapporto con le pietre, rispose appassionato:
«Gli facemmo da spalla nella loro prima tournèe nei club inglesi. Erano incredibilmente bravi, senza dubbio il miglior gruppo che avessi mai sentito. Pompavano da morire. Jagger era sexy e le ragazze lo adoravano... Era un'esperienza vedere Brian Jones... Keith ruotava il braccio mentre suonava la chitarra, pensavo fosse il suo marchio di fabbrica. Ero un tale fan che glielo rubai.»

O quelle corrosive, ma bonarie, del decano dei critici rock, Lester Bangs; sempre pronto a radere al suolo qualsiasi cosa sfiorasse la retorica della mitologia rock, eppure, sempre disponibile a qualche significativo distinguo nei riguardi di Jagger e soci: «Tra gli artisti che ci sono in giro oggi», scrisse su CREEM alla fine del 1970, «Mick Jagger è uno dei meno offensivi. Perché il suo spettacolo... è pretenzioso solo nel migliore dei modi possibili, è un tornado frenetico coi labbroni che si dimena da lì fino a un milione di fiche fumanti e oltre in un'unica massa erogena indistinta, un disastro e uno spettacolo al tempo stesso.»

E, in piena adorazione per Iggy Pop & The Stooges, ammette candidamente che nulla sarebbe stato senza che Sir Mick avesse fatto rotolare la prima pietra.

In fondo, il segreto del loro successo è il segreto stesso del rock'n'roll: una forma musicale che è soprattutto adolescenza inquieta e perenne; primitivismo selvaggio tradotto in quattro accordi, necessità impellente (prima generazionale, poi metafisica) di infrangere le regole, ridisegnarle.


Senza troppe velleità però; perché, come scrisse lo stesso Bangs,
Il rock non può crescere: quando lo fa, si trasforma in qualcos'altro.
Il ritratto sputato dei Rolling Stones.







mercoledì 18 luglio 2007

Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.2

>leggi anche Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.1

Dal torrido '67 alle ceneri di papà Richards

Ed eccoci finalmente giunti al secondo, stupefacente capitolo dedicato alle sregolatezze dei Rolling Stones. Che, essendo ispirato alla mitica trilogia riassunta nel titolo, non poteva che far tappa nel controverso mondo delle droghe: la controcultura di fine '60 e gli stati di coscienza non ordinari, sperimentati con slancio e generosità da rockstar d'ogni risma. In tal senso, gli Stones rappresentarono forse l'epitome massima verso cui si scagliò con maggior foga, la censura e la condanna della borghesia WASP d'allora.

L'annus orribilis del gruppo coincise con il 1967: cominciato male (5 febbraio) con le accuse del giornale News Of The World, secondo cui Mick Jagger faceva uso di LSD, e finito peggio (15 dicembre) con il ricovero di Brian Jones, ufficialmente per sovraffaticamento. In mezzo il delirio vero e proprio: l'irruzione della polizia nella tenuta di Richards a Redlands, con sequestro di sostanze varie appartenenti allo stesso e all'amico Jagger, il rifiuto di diverse compagnie aeree di ospitarli durante la tournèe del marzo-aprile, l'arresto di Brian Jones (10 maggio), la sentenza successiva al sequestro di Redlands (che vide condannare rispettivamente a 3 e 12 mesi di detenzione Jagger e Richards) e, ultimo ma non ultimo, un altro arresto ai danni di Brian Jones (30 ottobre), stavolta per detenzione di hashish.

Che i Rolling Stones fossero familiari con le droghe, del resto, fu chiarissimo anche ai più ingenui dopo aver osservato il video di We Love You
sguardi persi e pupille dilatatissime attraverso cui il gruppo si fece beffa della stampa moralista, e ringraziò invece i propri fan nonché l'accorata difesa del London Times. Da segnalare che quest'episodio fu capace di raccogliere attorno al gruppo una commovente gara di solidarietà da parte delle altre band, a cominciare dai Beatles (che con Lennon e McCartney cantarono i cori della canzone), fino agli Who, che invece incisero un 45 giri con due brani degli Stones: Under My Thumb e The Last Time.

Da quell'increscioso episodio ad oggi, la parabola dei Rolling Stones è spesso costellata da aneddoti che non hanno fatto altro che alimentare questo mito sballato e visionario.

L'effetto LSD riprodotto dal video-maker Spike Jonze in Like a Rolling Stone

Certo la provocazione più cinica e scioccante resta l'ultima, allorquando un beffardo Keith Richards ha prima annunciato e poi smentito d'aver sniffato nientemeno che le ceneri del padre. Un vizio endemico trasformato in un elisir di giovinezza.
Meglio delle trasfusioni di sangue...


>coninua con Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.3

martedì 17 luglio 2007

Who the fuck is Mick Jagger è?






















ecco la risposta!


sabato 14 luglio 2007

Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.1

Le pietre rotolano nel vizio...

Per anni si sono divertiti a scandalizzare i benpensanti e a fustigare
l'establishment borghese. L'immagine da ragazzacci impertinenti che molto scaltramente il loro primo produttore Andrew Loog Oldham gli confezionò addosso («Lascereste che vostra figlia uscisse con uno di loro?»), ha finito un po' alla volta per calzargli come un guanto; meglio, come un jeans attillato...

Perché se è vero, come è vero, che i Rolling Stones rappresentano la quintessenza della sacra trinità sesso, droga & rock'n'roll, allora varrà la pena in questo blog di ripercorrere a tappe alcune delle loro famigerate scorribande. Cominciando ovviamente dal primo paragrafo, il sesso...

Intanto una cartezza: il lupo Mick Jagger, l'uomo dalla bocca più grande e sensuale del mondo, a 60 anni suonati perde il pelo ma non il vizio. Date un'occhiata a cos'ha fatto col microfono durante un concerto recente...
Mick in ebollizione

Nel 1983, sull'onda di una fama dura a morire, anche il regista Julian Temple, lo stesso che girò per i Sex Pistols La grande truffa del rock'n'roll, volle cimentarsi con la scottante materia Stones=Sesso. Tre casi omologhi, tre convergenze parallele. Sia la celebre copertina di Sticky Fingers realizzata da Andy Wharol, sia il video live appena mostrato, sia quello che segue (She was Hot), affrontano tutti il medesimo canovaccio: pantaloni troppo stretti, organi troppo caldi e bottoni che, inevitabilmente, finiscono per saltare.
Sarà pure una truffa, ma questo rock'n'roll sembra meglio del viagra! She Was Hot

>coninua con Sesso, Droga & Rock'n'Roll pt.2

martedì 10 luglio 2007

Rolling Stones a Roma guardano Shine a Light

Sabato, dalle 9 alle 21, i Rolling Stones per la prima volta assistono alla proiezione del film di Martin Scorsese.

La notizia è di quelle clamorose e, sono certo, farà saltare dalle sedie le decine di migliaia di fans dei Rolling Stones, specie quelli romani.
Sapevamo già della presenza di Martin Scorsese al concerto dell'altra sera a Roma, ma ora il quadro si fa più chiaro.

La produzione di Shine a Light, nella giornata di sabato 7 Luglio, ha prenotato un intero stabilimento di doppiaggio a Roma per permettere a Mick Jagger, Keith Richards, Ron Woods e Charlie Watts di assistere per la prima volta alla proiezione del film che documenta il loro concerto tenuto lo scorso autunno presso il Beacon Theater di New York City.
Con loro, ovviamente, anche lo stesso Scorsese, già autore di straordinari lungometraggi musicali dedicati di volta in volta a The Band, Bob Dylan, e al Blues (ricorderete l'ambizioso progetto di 7 film da lui stesso curato).

Pensate un po', un'intera giornata, dalle 9 alle 21, con le pietre rotolanti ospitate in un luogo segretissimo della capitale, per vedere che tipo di ritratto live potesse aver mai disegnato per loro il maestro italoamericano.

Vengono alla mente le scene di Gimme Shelter, straordinario reportage targato 1970, in cui Albert Maysles riprende i Rolling Stones intenti a guardare se stessi dinanzi ai tragici accadimenti di Altamont 1969.

Trailer di Gimme Shelter preso da YouTube

Intanto, ieri a Londra, c'è stata la prima assoluta per la stampa internazionale. Per noi comuni mortali, invece, non resta che aspettare l'uscita ufficiale nelle sale, prevista per il 21 Settembre 2007. State pur sicuri però che, da qui ad allora, il vostro blogger vi regalerà un po' alla volta alcuni sfiziosi antipasti.
Stay tuned...

lunedì 9 luglio 2007

Rolling Stones live a Roma: appuntamento con il mito

Stadio Olimpico, 6/7/2007: the myth lives on
Prezzi alle stelle, parterre adibito a salottino, 17° concerto nello stivale, rischio senilità da allarme rosso. Eppure... il pubblico dei Rolling Stones risponde come sempre, generoso. Almeno 30.000 persone di ogni età e luogo sono accorse venerdì sera a Roma per assistere alla tanto attesa data unica italiana. Del resto, chi se ne importa quando di fronte a te hai quattro leggende viventi. Chi se ne importa quando l'appuntamento che si rinnova è nientemeno che con il mito.
Perché di questo si tratta, mito; null'altro. E come tale, dunque, celebriamolo.

L'inizio del concerto di Roma (Start me up) preso da YouTube

Start us up
Il palco è una pachidermica struttura a 4 piani ispirata al Guggenheim Museum di New York, con al centro uno schermo di dimensioni esagerate e ai lati un sistema sputafuoco che farebbe l'invidia del vulcano di quella famosa villa in Sardegna.
Quando sono le 21.35, i Rolling Stones partono subito a razzo con Start Me Up, e il pubblico s'accende per davvero. Qualche pezzo recente, e poi l'affondo nella grazia sublime di Ruby Tuesday, con i led dei telefonini a soppiantare definitivamente gli antichissimi accendini. A metà dell'opera c'è persino spazio per un omaggio all'immenso James Brown (I'll Go Crazy), grande ispiratore delle pietre, uno per cui l'equazione musica=sesso è valsa una vita intera. Ed ecco che allora iRolling Stoneslasciano giustamente spazio alla corista Lisa, voce bollente e curve pericolose, modello Formula 1.

Il diavolo e il pirata
Dopo Tumbling Dice, riflettori puntati su quel vecchio filibustiere di Keith Richards, pancia gonfia, ghigno beffardo e, soprattutto, il monolitico riff che ha marchiato a fuoco mezzo secolo di rock.
Da quel momento i nostri salgono sul palco piccolo e, sulle ali della forza meccanica, s'inabissano dentro la folla fendendola in due. È forse il momento clou dell'intera serata: Miss You, It's Only Rock'n'Roll, Satisfaction, Honky Tonk Women. Ballano anche i sassi.

Sempre dal concerto di Roma, Satisfaction

Quindi il gran finale, con una gigantesca bocca di gomma con la lingua a penzoloni, Mick Jagger (che dio lo benedica) che corre come un pazzo e sculetta civettuolo, e la tracklist che inanella robetta al cardiopalma tipo Sympathy For The Devil, Paint It Black, Jumping Jack Flash.
La gente è in estasi, mamme con la maglietta stringono figli con la bandana; tutti rigorosamente griffati Rolling Stones.

Symphaty for the Devil a Roma, preso da YouTube

Il mito non può finire, il pubblico li reclama ancora!
E allora, a chiudere 2 ore di scorribande, arriva pure Brown Sugar, canzone che oggi riesce a scandalizzare solo le autorità cinesi, ma che continua imperterrita a fulminare migliaia di cuori rock.

It's Only Rock'n'Roll...
Proposta: finché ci saranno in giro performer come Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts (o Iggy Pop e Patti Smith...), bisognerà arrestare chiunque associ la parola dead alla parola rock.
















Scaletta:
Start Me Up
You Got Me Rocking
Rough Justice
Rocks Off
She's So Cold
Ruby Tuesday
Can't You Hear Me Knocking
I'll Go Crazy
Tumbling Dice
You Got The Silver (Keith)
Happy (Keith)
Miss You (to B-stage)
It's Only Rock'n Roll (B-stage) Satisfaction (B-stage)
Honky Tonk Women (to main stage) Sympathy For The Devil
Paint It Black
Jumping Jack Flash
Brown Sugar (encore)

Il mio Blog sui Rolling Stones: una bomba a tempo

Rolling Stones: dal concerto, all'uscita del film di Martin Scorsese

Please allow me to introduce myself...
Diciamoci la verità, la musica possiede virtù realmente sorprendenti; spesso sottaciute. Nessun'altra arte, d'altronde, è in grado di mettere assieme generazioni tanto distanti, scatenare moti improvvisi di pianto e riso, svelare scenari inediti e suggestivi. Nessun'altra arte è in grado, in ultima analisi, di fornire le chiavi stesse con cui spesso scegliamo di vivere la nostra esistenza. Per tanti di noi tutto ciò è prassi quotidiana, stile di vita. Un corto circuito iniziato magari tanti anni fa, proprio grazie a questa congrega di canaglie chiamata Rolling Stones, incarnazione e cristallizzazione ultima della sacra trinità: sesso, droga e rock'n'roll.

Una bomba a tempo si diceva. Un blog a tempo concordato assieme alla BIM Distribuzione, nell'attesa snervante che il maestro Martin Scorsese porti finalmente su grande schermo il suo capolavoro annunciato: Shine a Light. E mentre le lancette già s'inseguono furiose verso l'inesorabile showdown (Data di uscita, 21 Settembre 2007), abbiamo pensato bene di far partire il nostro atto d'amore proprio all'indomani del concerto con cui Le pietre (cioè i Rolling Stones) sono tornate a trovarci a 40 anni esatti dalla loro prima tournèe italiana.
Come sempre, un'esperienza da raccontare e tramandare.
Ma questo sarà l'oggetto del prossimo post...

Pleased To Meet You,
Mauro Zanda

sabato 7 luglio 2007

Quale film tra questi hai già visto?










mercoledì 4 luglio 2007

Shine a light

Nel settembre 2007, il regista premio Oscar e il più grande gruppo rock del mondo si uniranno per portare al pubblico il più straordinario film musicale dell’anno, Shine a Light, nei cinema di tutto il mondo.

Il documentario di Martin Scorsese Shine a Light mostrerà al mondo i Rolling Stones come nessuno li aveva mai visti. Per filmare il concerto che si è tenuto al famoso Beacon Theater di New York nell’autunno del 2006 e catturare l’energia di una band leggendaria, Scorsese ha riunito una troupe di cineasti altrettanto leggendaria.

Shine a Light è previsto in uscita nelle sale italiane il 21 settembre 2007.

Un po' di info sulla canzone "Shine a Light" degli Stones:

Registrata all'inizio come "Get A Line On You" nel Marzo del 1968. Le parole furono riscritte da Mick Jagger negli anni 70 dopo la morte di Brian Jones, perchè sia il vecchio che il nuovo testo dovrebbe riguardare lui.

Registrata di nuovo nel Luglio 1970, poi di nuovo nel Marzo 1972 e pubblicata in Exile On Main Street nel 1972.
Mick Taylor è il bassista ufficiale nella copertina, ma Bill Wyman dice che fu un errore e che è lui a suonare il basso in realtà.

Lead Vocals: Mick Jagger
Electric Guitar: Mick Taylor
Bass: Bill Wyman
Drums: Jimmy Miller
Piano & Organ: Billy Preston
Background Vocals: Clydie King, Joe Green, Venetta Field & Jesse Kirkland

SHINE A LIGHT (M. Jagger/K. Richards)

Saw you stretched out in Room Ten O Nine
With a smile on your face and a tear right in your eye.
Oh, couldn't see to get a line on you, my sweet honey love.
Berber jewelry jangling down the street,
Making bloodshot eyes at every woman that you meet.
Could not seem to get a high on you, my sweet honey love.
May the good Lord shine a light on you,
Make every song your favorite tune.
May the good Lord shine a light on you,
Warm like the evening sun.
When you're drunk in the alley, baby, with your clothes all torn
And your late night friends leave you in the cold gray dawn.
Just seemed too many flies on you, I just can't brush them off.
Angels beating all their wings in time,
With smiles on their faces and a gleam right in their eyes.
Whoa, thought I heard one sigh for you,
Come on up, come on up, now, come on up now.
May the good Lord shine a light on you,
Make every song you sing your favorite tune.
May the good Lord shine a light on you,
Warm like the evening sun.