lunedì 13 agosto 2007

Shine a Light, uscita posticipata al 2008

Slitta ad aprile l'annunciata liason artistica tra Stones e Scorsese.

Peccato. Ci stavamo già facendo la bocca (anche se, tenuto conto dei protagonisti in oggetto, sarebbe forse meglio parlare di boccaccia...). Eppure, ragioni di ordine promozionale hanno infine consigliato lo slittamento della prima di Shine a Light alla prossima primavera.
E dire che il regista italo-americano,
in concomitanza con la data dello stadio Olimpico, era persino venuto a Roma per presentare in prima persona al gruppo inglese l'esito del montaggio finale.

Con la certezza che questo blog continuerà a tenervi aggiornati sugli sviluppi relativi alla pellicola, accontentiamoci per ora del quadruplo Dvd del Bigger Bang Tour 2006, appena uscito, e soprattutto, del succoso Very Best of Mick Jagger atteso per il 1° ottobre.
Non solo brani editi dai suoi tre album solisti, ma anche alcune novità assolute
che si annunciano come particolarmente sfiziose: un pezzo del 1973 (Too Many Cooks) prodotto nientemeno che da John Lennon, una cover del bluesman Sonny Boy Williamson (Checking Up On My Baby) registrata con la bluesband losangelina dei Red Devils, e Charmed Life, un outtake delle session di Wandering Spirit del '93.

Nell'attesa che La luce torni a brillare...

lunedì 30 luglio 2007

Foto ufficiali di Shine a Light pt.2

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Il 21 settembre 2007, il regista premio Oscar Martin Scorsese e il più grande gruppo rock del mondo si uniranno per portare al pubblico il più straordinario film musicale dell'anno, Shine a Light.

Per catturare l'energia live di una band leggendaria, Scorsese ha riunito una troupe di cineasti a 24 carati. Guidati dal premio Oscar Robert Richardson (The Aviator, JFK), hanno dato il proprio prezioso contributo una serie di assi pluripremiati della fotografia: John Toll (L'ultimo Samurai, Braveheart), Andrew Lesnie (la trilogia de Il signore degli anelli, King Kong), Stuart Dryburgh (Lezioni di piano, Il velo dipinto), Robert Elswith (Magnolia, Il mistero di Sleepy Hollow) e Ellen Kuras (Summer of Sam, Se mi lasci ti cancello). Il montaggio finale è stato curato da David Tedeschi, lo stesso che da poco ha ultimato con Scorsese il documentario su Bob Dylan No Direction Home: Bob Dylan.
Inutile dire che la qualità delle immagini è superlativa...
Ecco un'altra carrellata di foto esclusive dal footage del film.

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Mick duetta nientemeno che con Jack White dei
White Stripes sulle note di "Loving Cup"


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Keith in posa plastica infiamma la scena


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Ancora una foto col bluesman Buddy Guy


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i "ragazzi" si cimentano in un toccante break acustico

TBC...

sabato 28 luglio 2007

Gli Stones e gli altri: Incontri nel pantheon rock pt.2

Nero a metà

La notte di quel 22 Aprile 1978, in una Kingston arroventata dal sole e dalla tensione politica, c'era anche un curioso Mick Jagger ad assistere tra il pubblico al leggendario One Love Peace Concert; dimostrazione sublime e altissima di come la musica e la sua taumaturgica vibrazione, a volte, riescono davvero a conciliare l'impossibile (la Giamaica era allora sull'orlo di una guerra civile). Per Mick fu amore a prima vista. Attraverso la loro nuova etichetta discografica, Mick mette sotto contratto Peter Tosh, ne pubblica tre album fondamentali (Bush Doctor, Mystic Man, Wanted Dread Or Alive) e, soprattutto, si diverte a duettare con lui in Don't Look Back, vecchio hit dei Temptations targato 1965.

Mick Jagger e Peter Tosh cantano "Don't Look Back"

La storia degli incontri più o meno celebrati tra gli Stones e le grandi star della musica nera annovera anche una fantastica live jam con Stevie Wonder, ben documentata dal film Cocksucker Blues, dove i nostri si lanciano in una vibrante performance di Uptight e Satisfaction. Immagini diverse dello stesso medley (scarti pregiati di pellicola?) ci giungono fortunatamente anche attraverso youtube, con tanto di inutile coda dove i nostri eseguono e ascoltano (senza Stevie) anche Happy. Cosa dire... è un po' la chiusura del cerchio: Satisfaction nasce come esplicito omaggio al suono Motown, e qui i ragazzi la rieseguono proprio assieme ad una delle leggende viventi dell'etichetta di Detroit. Un sogno che si avvera...

I Rolling Stones con Stevie Wonder!

Ultimo ma non ultimo, il misconosciuto incontro con il re della chitarra elettrica, sua maestà Jimi Hendrix. Durante il tour americano di fine '69 (poi sintetizzato e pubblicato nell'album Get Yer Yaya's Out), gli Stones - grazie allo stretto legame d'amicizia esistente tra Hendrix e Brian Jones - si ritrovano nel backstage a chiacchierare e suonare proprio col mitico chitarrista di Seattle, nonché con la sua fidanzata d'allora, Monica. Le immagini qui riportate sono vera manna dal cielo per gli appassionati rock, tanto più che a far da colonna sonora, c'è uno straordinario brano inciso nel 1968 (My Little One), che vede assieme Brian Jones, Jimi Hendrix, Mitch Mitchell e Dave Mason dei Traffic. Buona visione!

I Rolling Stones e Jimi Hendrix nel backstage

giovedì 26 luglio 2007

Auguri Mick!

We Love You

Michael Philip Jagger, l'eterno ragazzo di Dartford, oggi compie gli anni. Ma per il rispetto che si deve ad una vecchia signora, eviteremo di dire quanti... ;-))

Grazie ad un prezioso thread pubblicato dal sito www.rollingstonesitalia.com, abbiamo pensato bene di postare alcune foto rare di Mick.
Inutile dire che sono splendide: una carrellata lungo 40 anni di storia che ritrae una delle figure più carismatiche e sensuali mai emerse dall'universo del rock 'n' roll.

Foto ufficiali di Shine a Light

Ecco finalmente le prime 5 foto ufficiali del concerto al Beacon Theatre di New York, ripreso dalla troupe di Martin Scorsese!
E ne arriveranno altre a breve...
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Mick Jagger duetta con Christina Aguilera durante il pezzo "Live with me"

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Keith Richards guarda sornione Mick Jagger.

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Gli Stones salutano il pubblico.

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Keith Richards in posa con la sua chitarra durante il solo.

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Keith Richards fa una sfida all'ultimo riff con Buddy Guy sul pezzo "Champagne&Refeer".

martedì 24 luglio 2007

Gli Stones e gli altri: Incontri nel pantheon rock pt.1

Beatles-Rolling Stones, quanta rivalità / Beatles-Rolling Stones, quanta felicità...

Parafrasando una canzone di Elio & le storie tese, che già di suo, qualche anno fa, sbeffeggiava la leggendaria e anacronistica rivalità tra le due rock band più amate della storia, abbiamo deciso d'intraprendere un viaggio a ritroso nel rapporto tra le pietre e gli altri numi tutelari del pantheon rock. Un viaggio ad occhi chiusi e senza fiato che, ovviamente, non poteva che cominciare da lì, la famigerata relazione coi Beatles.
Già nel post relativo alle droghe,
ci eravamo adoperati affinché il presunto conflitto (che esisteva più nell'iperrealtà dei tabloid che non nella vita reale) fosse quantomeno ridimensionato. Oggi facciamo di più, postando un video in cui le due versioni di I Wanna Be Your Man si susseguono (decidete voi se è meglio quella pulitina cantata da Ringo o quella grezza e selvaggia dei Rolling), e dove gli stessi Fab Four - dopo aver sottolineato la vicinanza tra le due band - raccontano la genesi del dono: con Lennon e McCartney che, inseguiti dagli esordienti Stones per una canzone, ultimano la stesura davanti ai loro occhi attoniti e gliela consegnano seduta stante.

Omaggio ai pionieri del rock&blues afroamericano
Tra le icone assolute che hanno segnato la primissima discografia degli Stones, c'erano ovviamente le grandi leggende del suono nero. Tra tutti però, due figure hanno fatto il pieno in termini di canzoni riprese e insegnamenti dell'anima: Chuck Berry e Muddy Waters.
Con il primo che, sia detto per amor di verità, nel documentario Hail! Hail! Rock 'n' Roll lascia intendere che preferisce le cover dei Beatles, ma che in questa versione live di Little Sixteen, incisa a St Louis
assieme a Keith Richards in occasione del suo 60° compleanno, sembra trovare un partner perfetto.


E poi il grande
McKinley Morganfield aka Muddy Waters, il padre del Chicago Blues, fonte d'ispirazione primaria e inarrivabile per Keith e soci che, un giorno, ebbe persino l'ardore di rendergli l'omaggio, attraverso una stellare versione di Let's Spend The Night Together (da Electric Mud, 1968). Qui li troviamo tutti assieme alle prese con una sudatissima versione del suo classico senza tempo, Hoochie Coochie Man, dal vivo, 1981, nell'adottiva Chicago.

«Voglio fare come Muddy Waters, suonare fino al giorno della morte». Keith Richards

lunedì 23 luglio 2007

Da Pirati dei Caraibi a Martin Scorsese: gli Stones e il cinema

I Rolling Stones e il cinema

Se ne era parlato a lungo, e alla fine non poteva che andare così. Perché forse era scritto nei cieli stellati che il grande Keith Richards - il padre di tutti i pirati, l'autentico filibustiere del rock - prima o poi
avrebbe lasciato il proprio segno sulla fortunata serie dedicata ai Pirati dei Caraibi. Questione di affinità elettiva, quella con l'attore Johnny Depp, se non addirittura di pura idolatria: «Il collegamento che ho fatto quando ho iniziato a pensare a Capitan Jack» ha raccontato di recente Johnny il bello «partiva proprio dal concetto che i pirati fossero le rockstar della loro epoca. Il mito e la leggenda che li circondava d'altronde, proprio come avviene oggi con le rockstar, arrivavano mesi prima dei loro stessi attracchi». Già durante le riprese del secondo capitolo della saga, La maledizione del forziere fantasma, Johnny Depp aveva chiamato accanto a sé il chitarrista dei Rolling Stones, che però allora si limitò semplicemente a presenziare sul set del film di Gore Verbinski. Oggi, finalmente, la parte vera e propria, quella del Capitano Teague, il bizzarro papà di Jack Sparrow. Ed è struggente sentire Johnny-Jack, in un passaggio del testimone sospeso tra realtà e finzione, porgli con riverenza la domanda della vita: «Hai visto tutto, hai fatto tutto e sei vivo. Qual è il trucco per sopravvivere

Dal canto suo Mick Jagger non si fa mancar nulla. Dopo essere apparso in ben 37 pellicole (anche se solo 4 in un ruolo di fiction), ha dato vita ad una casa di produzione denominata Jagged Films che, dopo l'incoraggiante Enigma (un thriller sull'hackeraggio ante-litteram ai tempi della seconda guerra mondiale, diretto da Michael Apted ed interpretato da Dougray Scott e Kate Winslet) si appresta al lancio di altri due lungometraggi: Map Of Love, basato sulla tempestuosa storia d'amore tra il poeta scozzese Dylan Thomas e sua moglie Caitlin, e The Long Play, spaccato sull'America del rock'n'roll raccontato attraverso un pugno d'amici cresciuti assieme nel music business tra gli anni '60 e gli anni '90. Di quest'ultima pellicola, al momento, si conosce solo il nome del regista. Indovinate un po'?
Indovinato, proprio quel Martin Scorsese che ha posato il suo sguardo visionario su Shine a Light, documentario sul concerto tenuto dalla band lo scorso autunno presso il Beacon Theater di New York, in prima visione a partire dal prossimo 21 Settembre.
Can't Wait Too Long...

Per altre suggestioni su Stones e film, vi rimando a questo topic sul forum del fanclub italiano.